I pendolari non hanno pace e vanno all’attacco

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«No alla soppressione delle fermate di Bressana e Lungavilla»: studenti e lavoratori protestano con Trenord

BRESSANA BOTTARONE – I pendolari dell’Oltrepò orientale non conoscono pace. Con l’entrata in vigore dell’orario invernale di Trenord sono state cancellate le fermate di Bressana Bottarone e Lungavilla lungo la linea MilanoGenova. Alla sala polifunzionale di Bressana, studenti e lavoratori, che utilizzano la tratta, si sono ritrovati in un’assemblea pubblica con i sindaci del territorio e diversi rappresentanti di associazioni, per un serio confronto. L’obiettivo è quello di ripristinare anzitutto le due fermate, la cui soppressione sta provocando forti penalizzazioni per chi deve raggiun- gere ogni giorno Pavia o Milano per studio o per lavoro. La situazione è penalizzata dai lavori sul ponte di Bressana. «Per portare l’alta velocità anche tra Milano e Genova stanno lavorando al ponte sul Po dalla scorsa estate e già in vista della prossima estate i disagi torneranno ancora, tra chiusure notturne e poi chiusure totali tra fine luglio e fine agosto. – spiegano i pendolari – E anziché aumentare i pullman sostitutivi li tolgono. Ma uno studente, un lavoratore o un pensionato come fa a raggiungere Pavia o Milano e soprattutto a tornare nel pomeriggio o la sera se tagliano anche le fermate dei treni a Bressana e a Lungavilla, quando gli stessi treni re- gionali e regionali veloci sono rimasti sulla linea ma fermano solo a Voghera per poi proseguire verso Novi Ligure, Asti o Genova? Cosa costa una fermata in più? Un minuto, che per noi è essenziale, perché così anziché incentivare all’uso dei mezzi pubblici, fanno esattamente il contrario». Se al mattino l’introduzione da parte di Trenord dei bus sostitutivi ha ridotto almeno parzialmente i disagi per gli studenti, i problemi maggiori sono per i treni del pomeriggio e della sera. Gli studenti, uscendo da scuola, chiedendo anche permessi anticipati, non riescono per esempio a raggiungere la stazione di Pavia in tempo per tornare in Oltrepò, dato che le corse sono state anticipate dal 26° minuto al 9°. Per non parlare della sera, dove non esiste più un treno che dalle 20 in poi faccia una fermata intermedia tra Pavia e Voghera. «E da fine giugno, se il traffico su strada tornerà alla normalità, si prospettano ulteriori disagi per lo stop su rete ferroviaria e altri tagli, specie per i treni che fermano a Lungavilla, i cui abitanti per andare a Pavia o a Milano debbono prima andare a Voghera. Non possiamo neppure prendere in considerazione un’ipotesi del genere per i nostri residenti» – spiegano il sindaco di Pizzale Gaetano De Angelis e la vicesindaca di Lungavilla Carla Beccaria, che stanno seguendo da vicino il calvario dei pendolari. Sulla vicenda ha già promesso un interessamento il vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio, che da pavese è vicino alle problematiche territoriali: «Mi farò carico di portare avanti presso le sedi competenti le istanze di studenti, lavoratori e sindaci del territorio, fortemente penalizzati da inizio dicembre».

Franco Scabrosetti

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