Nella Parola di Dio siamo davanti a Cristo, il Vivente

Visualizzazioni: 22

Il 25 gennaio la celebrazione in Cattedrale trasmessa in diretta da Radio Maria e la preghiera dell’Angelus con l’Apostolato Biblico

TORTONA – Domenica 25 gennaio la Chiesa ha celebrato la “Domenica della Parola” in tutte le comunità. L’appuntamento, giunto alla settima edizione, è stata l’occasione per riflettere come sia indispensabile per la vita di ogni battezzato mettere al centro la Parola di Dio. In Cattedrale il vescovo Mons. Guido Marini ha presieduto la celebrazione solenne, nella quale è stato consegnato il mandato di ministri straordinari della Comunione a un gruppo di fedeli che avevano ultimato il percorso preparatorio. La presenza di Radio Maria ha aggiunto un valore di condivisione in un clima di partecipazione attenta e viva. Il vescovo nell’omelia ha messo in risalto che quando noi ascoltiamo e leggiamo la Parola, noi ascoltiamo il Signore: «è Lui che ci parla, è un dono della sua grazia, perché non siamo davanti a un libro, siamo davanti a Cristo, il Vivente». Ogni gesto che la liturgia ci invita a fare è un segno di questa realtà. Il Vangelo portato in processione è Cristo in mezzo a noi, il canto dell’Alleluia esprime l’alzarsi gioioso per ascoltare e seguire il Signore, l’incenso è il riconoscerlo nella sua divinità e regalità. Il segno della croce che il diacono o il sacerdote fa sul libro dei Vangeli èil segno che indica questa unione con Lui e tutti chiediamo, con il triplice segno di croce, che Cristo sia nella nostra mente, sulle nostre labbra per annunciarlo e nel nostro cuore per vivere nel suo amore. La proclamazione della Parola dall’ambone significa annunciare la salvezza e la stessa sua forma, che ricorda un sepolcro aperto, invita a pensare che Gesù risorto è vivo e parla a ciascuno di noi. Mons. Marini ha messo in evidenza che la liturgia non è una sequenza di gesti, ma è la Chiesa che prega, che con fede si mette davanti al Signore e i santi segni che compie aiutano a entrare in modo vivo e personale in ascolto della Parola e perciò a dialogare con Lui. Nel Vangelo Gesù chiama i primi discepoli che subito lo seguono. Questo è un richiamo per noi, per essere pronti ad ascoltarlo, a viverlo nella gioia della sua grazia, subito per seguirlo con prontezza, con fedeltà, perché Lui è la nostra gioia e la nostra salvezza. Al termine della celebrazione, il vescovo ha salutato, come di consueto, i partecipanti e si è fermato con il gruppo dell’Apostolato Biblico per la recita dell’Angelus. I membri dell’Apostolato Biblico, nato come costola dell’Ufficio diocesano per la Catechesi, come consuetudine, in questa giornata hanno organizzato un momento di meditazione, di preghiera e condivisione. Dopo il pranzo che ha visto riunita l’equipe e altre partecipanti, con la presenza del direttore dell’Ufficio, don Fabrizio Pessina si è svolto l’incontro nella canonica della Cattedrale. Dopo aver riletto il vangelo del giorno e aver preso in considerazione quanto ascoltato dal vescovo, è stato dedicato del tempo alla riflessione centrata sulle seguenti domande: Che posto ha la Parola nella mia vita? Dove mi ha portato l’incontro con la Parola? Cosa avrei fatto senza la Parola? La condivisione delle risposte è stata particolarmente vivace e sincera e ha creato un momento di fraternità e comunione.

L’equipe di Apostolato Biblico (Foto: Luigi Bloise)

Commenti: 0

Il tuo indirizzo mail non sarà reso pubblico. I campi obbligatori sono segnati con *