È il simbolo dello sport che abbatte barriere e costruisce ponti

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Milano Cortina 2026. Venerdì 16 gennaio Tortona e Voghera hanno vissuto un momento storico: il passaggio della fiamma olimpica nelle vie del centro, tra due ali di folla, e tanti studenti delle scuole. Ecco chi sono i tedofori di casa nostra

DI MARCO REZZANI

Il countdown segna -15 dall’avvio dei XXV Giochi olimpici invernali “Milano Cortina 2026” che si terranno dal 6 al 22 febbraio a Milano e a Cortina d’Ampezzo, le due città assegnatarie in forma congiunta del grande evento. Sarà la terza edizione olimpica invernale ospitata in Italia dopo la stessa Cortina d’Ampezzo nel 1956 e Torino nel 2006, nonché la quarta assoluta includendo quella estiva di Roma 1960.

Venerdì scorso, 16 gennaio, a Tortona e a Voghera è avvenuto il passaggio della fiamma olimpica. In centinaia hanno gremito le vie e le piazze per non perdere un momento storico. Tanti i bambini con i genitori e numerosi gli studenti delle scuole.

La fiamma è stata accesa a Olimpia il 26 novembre 2025 con la cerimonia rituale che precede ogni edizione delle Olimpiadi, e sta percorrendo lo Stivale grazie a una staffetta che vede alternarsi 10.001 tedofori in un percorso di 12.000 chilometri fino a giungere a Cortina d’Ampezzo il 26 gennaio (nel 70° anniversario dei Giochi del 1956) e a Milano il 6 febbraio, data della cerimonia di apertura dei Giochi a San Siro. Il convoglio che accompagna il viaggio in Italia della torcia è lungo quasi 200 metri e si muove a una velocità di circa 4 chilometri orari. Ogni giornata inizia alle 7.30 e termina intorno alle 19.30 con l’accensione del braciere nella città di tappa, un momento di festa e di partecipazione che segna il culmine delle attività nel luogo della city celebration, come Pavia e Alessandria, per rimanere vicino a noi. Questo viaggio della fiamma non è semplice protocollo. Lo hanno dimostrato le migliaia di persone sulle strade con il loro entusiasmo. È il filo che lega il passato al futuro dei Giochi invernali, è la promessa di una società più inclusiva, è l’Italia che corre e che non dimentica. Un cammino che «intreccia radici e futuro, accoglienza e innovazione, celebrando il meglio dello spirito italiano», come ha sottolineato il presidente della Fondazione Milano Cortina 2026 Giovanni Malagò: «Ogni passo attraverso le nostre città ricorda al mondo il potere dello sport nel costruire ponti e abbattere barriere».

C’è qualcosa di sacro in quel fuoco che sta viaggiando per le strade del Bel Paese. Chiunque può dare la propria disponibilità a vestire la divisa da tedoforo. Basta non ricoprire una carica politica, non essere in campagna elettorale, non rivestire una carica religiosa, non aver subito una condanna per doping o condanne penali o essere coinvolti in procedimenti penali ancora in corso, non aver subito la revoca dell’accredito Olimpico o Paralimpico. Non è richiesta una particolare condizione fisica poiché il tratto da percorrere è di circa 200/300 metri, una distanza accessibile a tutti, così come il peso della torcia che è di circa 1,5 chilogrammi.

A Tortona la fiaccola è giunta da Alessandria nella mattinata di venerdì 16 gennaio, dalla statale dei Giovi per poi entrare in città dove ha percorso corso don Orione e i tre chilometri di via Emilia fino a giungere, tra due ali di folla festante, in piazza Duomo dove ad attenderla c’erano il sindaco Federico Chiodi, l’assessore allo Sport Giordana Tramarin, il presidente del Consiglio comunale Giovanni Ferrari Cuniolo, le autorità militari, tanti cittadini. «Una giornata indimenticabile per la nostra città. – il commento del primo cittadino – Il passaggio della Fiamma Olimpica Milano Cortina 2026 ha trasformato Tortona in un grande abbraccio collettivo, con una straordinaria partecipazione di pubblico e il coinvolgimento entusiasta di tutte le scuole cittadine, protagoniste di un momento di festa, emozione e condivisione». Ospite d’eccezione Grazia Bozzo, oggi novantenne, genovese ma residente a Pontecurone, che prese parte alle Olimpiadi di Helsinki nella ginnastica artistica. In piazza Malaspina si è tenuta l’esibizione delle “Derthona Cheer” e in piazza Duomo è andata in scena la coreografia del corpo di ballo della scuola di danza “Fada Lab”, diretta dal coreografo tortonese Alex Bordoni che farà parte del cast della cerimonia di apertura il 6 febbraio a San Siro. A portare la fiaccola nella nostra città Giorgia Sartori di Piacenza, Sofia Marasso di Rottofreno, Franco Lorenzo di Arquata Scrivia, Giuseppe Cassavago di Brescia, Salvatore Ruffino di Palermo, Sara Agnellini di Basiglio, Giorgia Iacomelli di Boffalora d’Adda, David Albert di Milano, Alessandro Pivetta di Pontecurone, Alessandro Rano di Vigevano, Michael Kang dal Canada, Federica Grossi di Milano, Claudia Carrà di Peschiera Borromeo, Emanuela Xhakay di Milano, Yoo Jung Hong dalla Corea del Sud che ha raccolto il testimone dal tortonese Alessandro Cattelan, volto noto di tv e teatro.

«Sono passato – le parole di quest’ultimo – come tedoforo vicino alla casa in cui sono nato e in quella via Emilia dove facevo le “vasche” da ragazzo ed è stata una bellissima sensazione».

Dopo Tortona la fiaccola ha fatto il suo ingresso a Voghera. Anche qui tanto entusiasmo e tanta gioia, in primis tra gli studenti delle scuole vogheresi accorsi in massa e coinvolti dall’Amministrazione comunale nella preparazione di bandiere e cartelli che hanno sventolato al passaggio della torcia che ha attraversato corso Rosselli, via Gramsci, via XX settembre e via Montebello dove è stata caricata su un furgone dell’organizzazione per essere scortata dai mezzi della Polizia stradale fino a Lodi, terza tappa di giornata prima della conclusione in piazza Cavalli a Piacenza.

«È stata una giornata che ha visto una vasta partecipazione della città e delle scuole – ha affermato il sindaco di Voghera Paola Garlaschelli – e per questo ringrazio in particolare l’assessore allo Sport Giuseppe Giovanetti che insieme ai suoi Uffici ha messo in campo un attento lavoro che ha assicurato un ampio coinvolgimento. Grazie anche ai dirigenti dei nostri istituti, ai docenti e al personale scolastico, per aver accompagnato gli alunni a vivere con passione un momento così importante e significativo che resterà nella storia della città». Al passaggio vogherese era presente anche l’assessore regionale Elena Lucchini. Tra i 10.001 tedofori anche persone di “casa nostra” come il vogherese Pierpaolo Boffi, volontario dell’Oftal diocesana, Stefano Viviano di Novi Ligure e Claudio Civardi di Stradella. Il primo ha portato la fiaccola giovedì 15 gennaio ad Abbiategrasso. Il secondo, manager novese e appassionato di corsa, l’ha portata nel pomeriggio del 13 gennaio, intorno alle 14.39, a Vercelli. La sua selezione è nata in modo del tutto inaspettato. Viviano aveva infatti scoperto l’iniziativa per candidarsi come tedoforo casualmente, seguendo un programma televisivo nell’autunno del 2024, durante il quale il presidente del Coni Giovanni Malagò aveva presentato il progetto. Dopo aver compilato il modulo online, non immaginava di poter essere scelto. La conferma ufficiale è arrivata solo a fine ottobre. Lo stradellino Civardi, infine, ha portato il “fuoco di Olimpia” a Pavia nella serata del 16 gennaio. Il suo è stato un gesto che è andato oltre lo sport. «Tre anni fa – spiega – sono stato operato per un tumore al Fatebenefratelli di Milano. Ho deciso di fare il tedoforo perché voglio far capire a tutti che c’è sempre una speranza, che la vita va vissuta fino alla fine con tutte le nostre forze. Mio figlio Christian mi ha iscritto e via mail mi è stato comunicato che ero stato selezionato».

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