Una rete per combattere le dipendenze dei giovani

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In oratorio a Stradella istituzioni, scuole e forze dell’ordine per affrontare il disagio

STRADELLA – Una rete tra oratorio, istituzioni, scuole e forze dell’ordine per affrontare il disagio giovanile, sempre più diffuso in città, a partire dalle dipendenze da alcol e sostanze. È quella nata al termine dell’incontro, che si è svolto nei giorni scorsi, nel salone dell’oratorio “San Giovanni Bosco”, alla presenza del sindaco Alessandro Cantù, del comandante della polizia locale Gianpiero Bellinzona, dei membri dell’amministrazione (il vicesindaco Dino Di Michele e il consigliere delegato alla sicurezza Andrea Ricotti), dell’assistente sociale Erika Agostino, dei rappresentanti di scuole e associazioni, di alcuni studenti del “Faravelli” e “Santachiara”, del presidente dell’oratorio Alessandro Quaroni oltre ad un gruppo di ragazzi impegnati in parrocchia.

Sono stati gli educatori della struttura, insieme al viceparroco don Cristiano Orezzi, a scrivere, questa estate, una lettera alle istituzioni chiedendo un incontro comune per affrontare il problemi del mondo giovani a Stradella.

“A Stradella le droghe girano e troppo e non si può più far finta di niente. – hanno evidenziato gli educatori – Già i ragazzi delle scuole medie si avvicinano a queste sostanze, al fumo di sigarette e all’alcol nonostante i progetti in campo per la prevenzione. Ma, secondo noi, più che una prevenzione sarebbe meglio creare delle attività che facciano capire che c’è qualcosa di meglio e soprattutto che c’è qualcuno che pensa per loro e non li lascia soli”. Gli educatori hanno affrontato anche il problema della sessualità: “L’età del primo rapporto sessuale è sempre in diminuzione e vi è una perdita della coscienza con cui viene vissuto. La cosa che più preoccupa è la poca consapevolezza e il poco rispetto del proprio corpo che non è considerato come dono prezioso del quale fare tesoro”. Da qui l’esigenza di unire le forze con i vari soggetti della società per cercare di dare una svolta a questo fenomeno preoccupante.

“Noi sappiamo di essere i primi ad avere delle colpe perché già con i ragazzi che frequentano l’oratorio non riusciamo ad andare a fondo e ciò che vivono rimane in superficie. – hanno concluso gli educatori – Continueremo a scavare in profondità. Ma ora non basta più fare come abbiamo fatto fino ad ora. Da soli non bastiamo, perciò vogliamo chiedere a tutti di unire le forze e le idee per i ragazzi che vivono la nostra città che saranno la società di domani. Ciò che vorremmo che si venisse a creare è una rete forte che possa agire da più versanti per avvolgere tutti i problemi concomitanti che ad oggi mettono a disagio i giovani”.

Pinuccia Rossi, presidente dell’istituto “Santachiara”, ha ribadito il sostegno della scuola all’iniziativa e ha sottolineato l’importanza di strutture come l’oratorio o l’istituto “Gavina” per la crescita delle giovani generazioni.

Anche l’amministrazione comunale non si è sottratta all’impegno: “Abbiamo risposto con molto entusiasmo e voglia di collaborare all’appello lanciato da don Cristiano e dai ragazzi dell’oratorio. – afferma il sindaco Cantù – Siamo disponibili a fare rete tra i vari soggetti per trovare soluzioni ai problemi che sono stati sollevati durante l’incontro.

Inoltre vogliamo mettere a disposizione delle scuole la relazione preparata dal comandante Bellinzona, sui rischi dell’uso di alcol e sostanze stupefacenti, che potrebbe essere illustrata in incontri mirati e diffusi negli istituti”.

Oliviero Maggi

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