Santa Clotilde regina

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Il 3 giugno la Chiesa ricorda la regina Clotilde che fu proclamata santa per acclamazione subito dopo la sua morte e la cui salma fu sepolta a Parigi, vicino al marito nella basilica parigina di Santa Genoveffa che oggi è il Pantheon di Parigi.

Clotilde nacque a Lione intorno al 475, nel periodo in cui la Gallia romana si era andata disgregando mediante la costituzione di vari regni indipendenti da parte di popoli cosiddetti barbari. Clotilde era la figlia del re Childerico I, capo dei burgundi, un gruppo germanico orientale arrivato prima sulla sinistra del Reno e poi sul medio Rodano. Nel 481 fu ucciso il padre e Clotilde, con la sorella maggiore Sedeleuba (che Gregorio di Tours e l’anonimo cronista del Liber Historiæ Francorum chiamano Crona) con la madre, si ritirò a Ginevra. Insieme si convertirono al cattolicesimo e iniziarono una vita di preghiera e di assistenza ai bisognosi.

Il re dei Franchi, Clodoveo I, dopo che una delegazione dei suoi uomini aveva visto la giovane Clotilde e aveva riferito la buona impressione al proprio re, chiese di avere in moglie Clotilde.

Gundobado, non osando rifiutare consegnò all’inviato del re dei Franchi Clotilde, che nel 493, sposò il re Clodoveo I, che era già padre, avendo avuto da una concubina un figlio, Teodorico.

Clodoveo, che divenne il capostipite dei Merovingi, era un pagano, che però consentì di battezzare i cinque figli. Con l’aiuto e la protezione del vescovo di Reims, il futuro San Remigio, Clotilde cercò di convertire il marito.

Clodoveo, durante la guerra contro gli Alemanni, temendo il peggio, invocò il Dio della moglie e ottenne la vittoria. Allora promise la sua conversione alla fede cattolica e la notte di Natale di quell’anno si fece battezzare dal Vescovo a Reims. Quasi tutti i sudditi lo imitarono.

Questo successo della regina Clotilde, la rese la “primogenita della Chiesa”.

Dopo la conversione, Clodoveo, grazie all’amicizia di molti vescovi, estese il suo potere su buona parte della Francia, che scelse come capitale Parigi. Fu proprio Clotilde a far sostituire i tre rospi con tre gigli nello scudo della monarchia francese, dopo che ne ricevette uno con i gigli in dono da parte di un misterioso eremita.

Nel 511, alla morte del marito, dopo aver diviso il regno tra i quattro figli maschi, Teodorico (figlio di una concubina), Clodomiro, Childeberto I e Clotario I, e aver affrontato numerose peripezie, Clotilde si ritirò nel monastero di San Martino a Tours, dove rimase per il resto della sua vita, recandosi a Parigi solo raramente. Tentò più volte e inutilmente di mediare tra i figli che si scontrarono spesso per il predominio sui Franchi.

Dovette assistere inerme anche al massacro dei figli di Clodomiro, uccisi nel 524 da Childeberto e Clotario. Solo Clodoaldo riuscì a salvarsi. I suoi resti mortali furono cremati nel 1793 per evitarne la profanazione.

Ora riposano in una basilica a lei dedicata e dove è commemorata.

Daniela Catalano

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