Nuova doccia fredda per i pendolari

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Trenord respinge tutte le richieste che restano inascoltate

BRESSANA BOTTARONE – Ancora una doccia fredda per i pendolari oltrepadani, alle prese con disagi, ritardi e soppressioni praticamente ogni giorno.

È finito con un’ennesima fumata nera l’incontro che si è svolto in Regione con Trenord e i rappresentanti dei pendolari della direttrice 23 (Stradella-Pavia-Milano) sulla situazione del quadrante sud (che comprende anche la provincia di Pavia) della rete ferroviaria lombarda.

«Le richieste che avevamo avanzato a Trenord sono rimaste inascoltate» affermano i comitati. Le lamentele riguardano soprattutto la mancata creazione delle fermate dei bus sostitutivi, quando i treni vengono soppressi, nei pressi delle stazioni di San Martino-Cava e Bressana Bottarone, evitando ai pendolari di percorrere lunghi tratti a piedi. «Questa decisione potrebbe avere un notevole impatto sulla quotidianità degli utenti. – spiegano i pendolari – A Bottarone, infatti, confluisce la maggior parte dei viaggiatori della linea, che al mattino può usufruire di corse provenienti anche da Voghera». Un’altra grande criticità è la disponibilità di un solo treno all’ora nelle fasce di rientro degli studenti (tra le 13.26 e le 14.26) e dei lavoratori (tra le 17 e le 20). Non è stata nemmeno accolta la richiesta di far fermare anche a Bottarone i treni per Arquata e le composizioni dei convogli sono rimaste le stesse, senza aggiunte di carrozze per le corse con più utenza. Nel report consegnato alla Regione, il comitato pendolari riporta i dati della circolazione sulla linea Stradella-Pavia-Milano da gennaio a ottobre. Secondo il dossier i minuti di ritardo sono aumentati: la somma dei minuti di ritardo superiori a 5 in dieci mesi arriva a 30.300 con un incremento dell’88% a ottobre (4382 minuti) rispetto a gennaio (2337). I convogli che hanno accumulato il maggior numero di ritardi risultano quelli in fascia di rientro serale: in particolare il 10589 (che parte da Milano alle 17.46), solo a ottobre, ha avuto un ritardo superiore a 5 minuti in 15 corse su 26 per un totale di 311 minuti, con una media di 11 al giorno, di cui il 70% accumulati negli ultimi dieci giorni di ottobre. Non a caso il 10589 (1818 minuti di ritardo) è nella classifica dei 10 treni peggiori della tratta. Infine le soppressioni: il numero dei treni cancellati (226 in dieci mesi) non è diminuito a fronte dei tagli delle corse: da gennaio a ottobre i dati registrano un aumento delle soppressioni del 94%, dalle 9 di febbraio alle 36 di settembre, il mese che ne ha registrate di più.

Oliviero Maggi

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