Le vacanze dei politici sulle spiagge delle fabbriche

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Adesso che anche i turni elettorali di ballottaggio sono finiti e hanno confermato che la Destra, cioè la Lega, vince ovunque, compreso a Novi Ligure da sempre governata dalla Sinistra, è tempo che i nuovi amministratori si dedichino alla propria agenda. Credo che la priorità sia il mondo del lavoro.

Lo deve essere per tutte le forze politiche, specie per chi ha perso. I leader hanno l’imbarazzo della scelta: P.G. Battista qualche giorno fa consigliava sul “Corriere” a Zingaretti del Pd di “prendere un treno e andare Napoli, a parlare con i lavoratori della Whirlpool che stanno perdendo il lavoro in una zona d’Italia dove il lavoro sta sparendo” e poi l’itinerario proseguiva con Pomigliano d’Arco presso gli stabilimenti Fiat, Taranto dove 1400 lavoratori dell’ex Ilva sono stati messi in cassa integrazione, la Sardegna per capire se i pastori sono soddisfatti dell’accordo siglato nei mesi scorsi.

“Poi c’è la ferita sempre aperta dei lavoratori dell’Alitalia. Poi c’è Mercatone Uno, dove i posti di lavoro evaporano.

E perfino nel ricco e benestante Veneto i dadi Knorr sono delocalizzati con un colpo grave all’occupazione operaia”. Anche dalle nostre parti le mete non mancano: c’è la Pernigotti proprio a Novi, ci sono le logistiche di Broni e Stradella in cui gli operai reclamano condizioni occupazionali più dignitose… c’è una geografia del lavoro interrotto, negato, sospeso, sommerso la cui mappa – purtroppo – si aggiorna di ora in ora. Vadano lì i nostri politici che hanno chiesto il voto; parlino a quelle persone in difficoltà, abbandonino per un po’ i palchi dei comizi elettorali, entrino a casa della gente con la scusa di farsi offrire un caffè e le parlino. Anzi, l’ascoltino.

È il solo modo per non disperdere una quantità di fiducia che tanti italiani hanno riposto in certe promesse o per riguadagnare stima e onorabilità che si sono perdute per strada. Le strade, appunto, sono spesso alternative, come le vacanze, non in Costa Azzurra, ma nelle fabbriche. Non ci sarà il mare, ma ci sono migliaia di lavoratori al largo che stanno affogando e aspettano un bagnino che corra a salvarli.

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