Le “nostre” suore di Sant’Anna in festa

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Il momento di preghiera dedicato alle quattro religiose indiane

che operano in Diocesi

TORTONA – Mercoledì 24 luglio, in cattedrale, il Vescovo, data l’imminente partenza per Lourdes, ha anticipato la celebrazione in onore di Sant’Anna, madre di Maria e protettrice della Congregazione delle Suore di Sant’Anna, di cui fanno parte quattro religiose presenti in diocesi nella Casa “Sacro Cuore” di Tortona.

Il momento di preghiera e di comunione fraterna è stato occasione di ringraziamento da parte delle suore che, giunte dalla lontana India, prestano il loro prezioso servizio, con dedizione e gratitudine, alla Chiesa locale, accanto ai sacerdoti anziani e alle persone in difficoltà.

All’inizio della funzione suor Prabha ha rivolto il saluto da parte sua e delle consorelle a Mons. Viola e a tutti i presenti.

Con il Vescovo hanno concelebrato mons. Carlo Curone, direttore della Casa “Sacro Cuore”, don Claudio Baldi parroco del Duomo, don Michele Chiapuzzi diretotre della Caritas, don Pinuccio Volpara, padre Vittorio Dal Dosso e don Renzo Demergasso. Erano presenti anche i sacerdoti anziani della Casa, il personale di servizio, gli amici che frequentano gli ospiti, i rappresentanti degli uffici di Curia e numerosi fedeli. Mons. Viola, nell’omelia, ha sottolineato “la dimensione del servizio umile, attento, fedele, generoso che suor Cecilia, suor Prabha, suor Nirmala e suor Jyothi vivono ogni giorno e nel quale il Signore sceglie di manifestare la sua grazia”.

Parlando della santità di Anna e di Gioacchino, Viola ha affermato che in essa “appare in modo evidente questo irrompere di Dio dentro la loro vita”. “Quanta beatitudine per quegli occhi e per quelle orecchie che hanno visto l’inizio del compimento della storia della salvezza appunto del concepimento della Vergine. – ha aggiunto – Noi guardiamo a questa santità e ci affidiamo alla loro intercessione”.

“Questa semplicità, questa povertà, questo spazio Dio li ha creati nel cuore di Anna e Gioacchino – ha detto ancora Viola – perché potesse compiersi il mistero grande dell’opera della redenzione per via dell’incarnazione”.

Rivolgendosi alle quattro suore che operano in Casa “Sacro Cuore”, il Vescovo ha aggiunto: “Nella semplicità e nella quotidianità di un servizio semplice, umile, ma molto prezioso si concretizza l’amore, la carità e anche la gratitudine per il ministero che i sacerdoti anziani hanno vissuto nell’attività per molti anni e continuano a vivere ora in questa nuova condizione non meno ricca e non meno preziosa e che ora è portata all’essenziale dell’offerta”. La Congregazione è stata affidata a Sant’Anna, “colei che ha educato Maria all’ascolto” per volere di Madre Thatipatri Gnanamma, che l’ha fondata il 18 ottobre 1874, a Guntur in India, con il sostegno di padre Francis Arokianadhar.

Il 20 dicembre 1892 è stata riconosciuta a livello diocesano e il 13 maggio 1999 ha ottenuto l’autorizzazione della Santa Sede. Nel 2015 la fondatrice è stata dichiarata “Serva di Dio”.

La Congregazione è presente in Diocesi dal 2010.

Al termine dell’omelia le suore hanno riconfermato la loro promessa di fedeltà e obbedienza davanti al Pastore diocesano e durante l’offertorio hanno voluto ricomporre il logo della congregazione con il motto che recita “Lo proclamiamo”.

La funzione è terminata con le parole di ringraziamento di suor Cecilia e con un canto di devozione recitato in lingua indiana, prima della foto di gruppo accanto all’immagine di Sant’Anna, insieme al Vescovo e a una rappresentanza dei ragazzi del Centro “Paolo VI”, dove le suore avevano prestato il loro servizio. È seguito un momento di convivialità in Casa “Sacro Cuore”.

Daniela Catalano

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