“In Rainbows”, antologica dedicata a Louise Beckinsale

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Sabato 30 marzo l’inaugurazione a Voghera della mostra voluta dagli amici presso la galleria d’arte “BorderLine”

VOGHERA – A partire da sabato 30 marzo per una settimana, presso la galleria d’arte “BorderLine” in via XX Settembre a Voghera, si svolgerà “In Rainbows”, mostra antologica dedicata a Louise Beckinsale.

Louise, pittrice di Windsor, ha vissuto a lungo in Italia, a Tortona e a Voghera: qui ha operato diventando nota soprattutto per i suoi paesaggi luminosi e coloratissimi, in cui restituiva un Oltrepò coloratissimo e luminoso grazie ad una sorta di action painting naturale.

Negli ultimi anni Louise aveva sperimentato molto, preferendo alla pittura paesaggistica opere figurative, in cui la sua cifra stilistica femminile e onirica aveva trovato l’espressione più alta e personale.

La mostra, non piccola, ma intima, è stata voluta e organizzata dagli amici vogheresi di Louise.

Non avrà scopo di vendita, ma solo quello di ricordare un’artista che non deve essere dimenticata, una donna che non è mai scesa a compromessi per sacrificare la sua arte e che ha vissuto esattamente come ha dipinto, con passione, energia, libertà, curiosità e grande umanità.

Louise Beckinsale, madre di cinque figli, è morta a soli 42 anni nel 2015.

Molti sono stati i conoscenti che in quel periodo hanno voluto ricordarla, come Antonio Armano che scrisse su “Il fatto quotidiano” un commovente ritratto della pittrice: “ (…) Aveva appena dato alla luce il quinto figlio ma non aveva più la forza di tenerlo in braccio.

Per tenere in braccio un neonato ci vuole una certa forza e anche per dipingere all’aperto, come mi spiegava con una vena di amarezza attenuata dal suo spirito dry inglese.

Benché molto combattiva doveva sottostare agli ordini di quello che Siddartha Mukherkjee ha chiamato ‘The Emperor of All Maladies’.

Per dipingere all’aperto prima di tutto bisogna amare la natura e in questo caso la natura della Lombardia, la terra dove la pittrice di Windsor ha vissuto dopo il trasferimento in Italia quand’era bambina, prima nella brughiera dell’hinterland milanese – rosso Magenta o giù di lì – poi in Oltrepò.

Negli ultimi anni abitava a Tortona, cioè poco oltre il confine con il Piemonte, ma l’orografia non cambia per la burocrazia.

Ci voleva un’inglese, con nella retina ancora impresse le foreste di Bracknell o le spiagge di Brighton, per vagare d’inverno sulle colline padane o sulla sponda fredda del Po dedicando intere giornate a dipingere acquitrini e ciuffi stepposi, cieli azzurro ferro, evanescenti profili appenninici e pioppi spogli.

Frammenti di luoghi accanto ai quali noi passiamo in macchina distratti, pezzi di paesaggio naturale che si sono salvati dalla proliferazione di capannoni e centri commerciali.

Non mancano, tra i soggetti, campi di estivi di papaveri o grano, vale a dire scorci più solari e consueti, nelle grandi tele che dipingeva trasportandole in auto divise in bittici e trittici.

Così come sottoboschi inglesi, dune in Camargue e prati di lavanda in Provenza. Ma è la passione di cercare la natura qui, anche dove noi non la vediamo più, la caratteristica che più distingue questa pittura di paesaggio”.

L’inaugurazione della mostra, sabato 30 marzo alle 17.30, sarà aperta a tutti coloro che avranno voglia di ricordare o di conoscere Louise Beckinsale insieme con gli amici di sempre.

Matteo Colombo

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