Giovani davanti al crocifisso

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La GMG diocesana: preghiera, condivisione e la testimonianza dei “Reale”

 

TORTONA – Venerdì 12 aprile si è tenuta a Tortona la Giornata della Gioventù diocesana, organizzata dal Servizio per la Pastorale Giovanile. Tema dell’incontro: “Eccomi, sono la serva del Signore”, ripreso dalla GMG di Panama. A partire dalle ore 19, una schiera di ragazzi provenienti dalle varie realtà della nostra Diocesi, si è data appuntamento nella cappella del Seminario per un momento particolare di celebrazione penitenziale.

Portato all’altare il crocifisso e cinque ceri accesi di diversi colori, la celebrazione si è aperta con la testimonianza diretta di cinque dei ragazzi che hanno preso parte all’esperienza panamense dello scorso gennaio.

Alcuni spunti di riflessione tratti dagli scritti di don Tonino Bello hanno quindi invitato ognuno dei presenti a compiere il gesto di portare un lumino ai piedi della croce attingendo la luce dai ceri più grandi che verranno consumati durante la Settimana Santa nelle cappelle di alcune comunità religiose del nostro territorio; un segno che vuole portare simbolicamente le speranze e le attese dei giovani delle nostre comunità proprio all’altare.

Quindi è stato proposto il brano evangelico del cieco Bartimeo. Il vescovo Mons. Vittorio Viola, durante l’omelia, ha portato l’attenzione dei ragazzi sull’insistenza con cui Bartimeo grida sempre più forte: “Gesù, Figlio di Davide, abbi pietà di me!”, nonostante tutti i presenti lo rimproverassero affinché tacesse. Gesù, dopo averlo chiamato, gli chiese: “Che cosa vuoi che io faccia per te?”. La stessa domanda che dovremmo porci anche noi: che cosa vogliamo che Gesù faccia per noi? Riusciamo a riconoscere in Cristo colui che passa per renderci nuovi? Riusciamo a seguire Cristo non sentendoci superiori agli altri? Riusciamo ad andare incontro agli altri senza giudicare e offrendo parole di vita? A cosa ci sentiamo chiamati?

A partire da questi interrogativi ai ragazzi è stata data la possibilità di vivere un momento di riflessione personale che, per chi ha voluto e ne ha sentito il bisogno, si è concluso con il sacramento della Riconciliazione. Il nostro Vescovo e diversi sacerdoti presenti si sono messi a disposizione per accompagnare a sperimentare la misericordia di Gesù che accoglie e perdona. Molti sono stati i giovani presenti ad accostarsi al sacramento.

Dopo un breve momento conviviale, il gruppo si è spostato presso la chiesa di Santa Maria Canale per assistere al concerto e alla testimonianza della band di musica rock cristiana: i Reale.

Superata la timidezza iniziale, i giovani sono stati coinvolti dal racconto dell’esperienza di Alessandro Gallo e Francesca Cadorin, le voci della band, marito e moglie, che prima di mettersi al servizio della fede e diventare “mezzo divino di comunicazione di massa” erano solo due ragazzi che avevano imboccato la via del male.

Giovanissimi, sono stati schiavi della droga ma grazie all’amore delle rispettive madri, entrambi approdarono alla Comunità Cenacolo di Madre Elvira. Dopo la riscoperta di se stessi, la scoperta del vero amore: “Non ci conoscevamo, ci siamo incontrati in comunità – racconta ai presenti emozionata Francesca – grazie a madre Elvira che ci ha messo insieme e ci ha fatto rivivere la nostra comune passione per la musica”.

“Con mia moglie abbiamo deciso di riprendere a pregare e di lì a poco tutto è cambiato, – prosegue Alessandro – abbiamo sentito di voler dare il mondo a Dio e così sono nati i Reale”. Gli fa quindi eco Francesca: “Abbiamo rimesso insieme quattro cose che avevamo, poi la Divina Provvidenza ha fatto il resto. Davvero! Ci hanno regalato prima un mixer, poi i cavi e piano piano siamo ripartiti.

Ogni sera restavamo fedeli, ci inginocchiavamo e dicevamo il nostro sì”.

Un po’ per gioco e un po’ per passione, trascinati dalla fede, è nato il loro coinvolgente progetto di vita.

In pochi anni dal cd faidate sono passati ai concerti

nelle parrocchie

e poi nelle piazze.

Un progetto bellissimo che nei live propone una musica cristiana di qualità.

A coronare la serata, un breve momento di Adorazione Eucaristica ha congedato i presenti visibilmente carichi di entusiasmo.

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